JACKTEA è Giacomo Toschi, cantautore romagnolo classe 1993. laureato con lode in sassofono classico presso il conservatorio “B. Maderna” di Cesena, come strumentista ho suonato in diverse formazioni di musica originale (EQU, Corner in bloom) e ho collaborato con compagnie teatrali per scrittura ed esecuzione di musiche per gli spettacoli. Con il gruppo EQU ho suonato in diversi locali della romagna e non solo, collaborato con l’attore Ivano Marescotti e registrato un programma per la radio della Svizzera Italiana (RSI) a Lugano. Fuori dalla Romagna ho suonato, sempre con EQU a Monza, al CPM e al Garage Moulinski di Milano. Come cantautore sono in attività dal 2020 e ho suonato in diversi locali della romagna. il 27 ottobre scorso è uscito il mio primo disco autoprodotto “Curiel 45” del quale ho curato sia i testi che gli arrangiamenti.
Nei miei live porto in giro i brani da me scritti sia in formazione full band (chitarra, basso batteria, voce e tastiera), che in duo o anche da solo in piano e voce, alternando momenti più animati con atmosfere rock e funky a momenti più intimi e introspettivi.
Sono un cantautore, il mio repertorio si avvale di inediti stile American Folk Rock e cover da Cash a Springsteen. Ho suonato in molti locali sia in Italia che in Europa. Le ultime esibizioni sono state a Londra, Bruxelles, Innsbruck e in numerose piazze d’Italia come Street Rocker. I miei live sono in stile American Songwriter. Accompagnato da chitarra e loop station.
VALERIO SANZOTTA è un cantautore e filologo romano, che vive tra Roma e Innsbruck: è ricercatore di latino moderno presso l’Università di Innsbruck e docente a contratto di filologia italiana presso la “Sapienza” Università di Roma.
Nel 2018 ha pubblicato con VREC/Davverocomunicazione il suo secondo lavoro “Prometeo Liberato” a 10 anni esatti dalla sua partecipazione a Sanremo 2008 con brano Novecento (EMI music) che dava anche il titolo al suo disco d’esordio. Nel 2020 è uscito il suo terzo album, dal titolo Naked (oltre lo specchio), anticipato dal singolo It’s Sunday in this mirror, realizzato con Diana Tejera in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Naked vede anche la partecipazione straordinaria di Giulio Casale, alla cui voce è affidata la lettura di una poesia a conclusione dell’album. I tre lavori di Valerio, e in particolare i due più recenti, contano numerosissime recensioni sulle riviste specializzate, cartacee e sul web, così come moltissime sono le interviste che Valerio ha realizzato nel corso degli ultimi anni (tutte reperibili sui canali social dell’artista). L’artista si esibisce regolarmente da solo o in quartetto, composto da Valerio stesso e da Fernando Pantini alle chitarre, da Fabrizio Fratepietro alla batteria e da Pietro Casadei al basso. Il suo quarto album è in uscita per il 2024 con la produzione di Marco Olivotto.
Oltre all’attività di musicista, Valerio ha pubblicato, alla fine del 2021, una raccolta poetica dal titolo Infinito sereno autunnale, apparsa sulla prestigiosa rivista PioggiaObliqua.
LE ROSE E IL DESERTO è il progetto artistico di Luca Cassano (Corigliano Calabro, 1985), un po’ calabrese, un po’ pisano, attualmente milanese. Come un Tuareg, Luca osserva le dune metropolitane alla ricerca delle poesie che spontaneamente affiorano dalle sabbie della sua immaginazione.
Il testo è al centro della sua ricerca: il suo interesse è nei suoni e nelle immagini che le parole da sole, anche senza musica, sono in grado di evocare. Le rose e il deserto ha pubblicato l’EP “Io non sono sabbia” (PFMusic) nel Giugno 2020 e la raccolta di poesie “Poesie a gettoni vol.1” (autoprodotto) nel Marzo 2021. Nell’autunno 2022 esce il secondo disco “Cocci parsi” (PFMusic).
Le rose e il deserto ha avuto il piacere di aprire i concerti di Giorgio Canali, Gnut, Bianco, Nicolò Carnesi, The Niro, Francesco Forni, kuTso, Sandro Joyeux, Gianluca De Rubertis, Federico Sirianni, Livia Ferri, Andrea Labanca e Rufus Coates & Jess Smith. Fra gli altri, Le rose del deserto ha avuto l’opportunità di suonare a Milano nei circoli Ohibó, Bellezza, Mare Culturale Urbano e allo storico Legend Club, al circolo Tambourine di Seregno, al salotto di Mao a Torino, a Ferrara per la rassegna Il silenzio del cantautore, a Roma per la rassegna Piccoli concerti, al Joe Koala ad Osio Sopra, al teatro San Teodoro di Cantù, al circolo Scuotivento di Monza, al Catomes tot di Reggio Emilia.
I live de Le rose e il deserto sono dei viaggi intimi fatti di chitarra, voce, racconti e poesie. Dal settembre 2018, Le rose e il deserto ha portato le sue canzoni e poesie in giro per teatri e locali, principalmente a Milano e nel nord Italia. Nell’autunno 2022 si sono aggregati al progetto Agostino Marino (contrabbasso), Fabio Greuter (fisarmonica) e Lucio Sagone (batteria).
ROBERTO BILLI è un cantautore folk rock. È stato il fondatore e voce storica de “I ratti della Sabina” per cui ha composto la maggior parte dei brani che hanno caratterizzato il successo della band come “Il funambolo”, “La tarantella del serpente”, “Lo scemo del villaggio”, “La morale dei briganti”, “Circobirò” e tanti altri. Dal 2010, anno in cui si è interrotta l’attività della band, ha intrapreso la strada solista ma sempre con una band al seguito, realizzando lungo il percorso tre dischi “Diario di un equilibrista”, “Modernamente démodé” e “Perle d’insaggezza”. Grazie a questi lavori ha messo in scena centinaia di concerti in tutta Italia e diversi spettacoli di teatro canzone. E’ presente su tutti i Social e le sue canzoni possono essere ascoltate su tutte le più conosciute piattaforme di download e streaming. Attualmente sta presentando in giro per l’Italia il suo nuovo disco “Come un’isola” insieme ai suoi inseparabili musicisti.
Roberto Billi: voce, chitarra acustica, armonica e flauto traverso
DELIO LAMBIASE è un cantautore e scrittore di Cava de’ Tirreni (SA). Nel 2015 si affaccia nel mondo della scrittura con il suo romanzo d’esordio, “IL GRANDE SALTO”. Il progetto editoriale viene presentato in varie location in Campania, Basilicata, Calabria e in Puglia. Per questo romanzo gli viene conferito, dal poeta Alessandro Quasimodo, il premio speciale opera prima nell’ambito del Premio Internazionale di poesia e narrativa “Cinque Terre”.
Dopo Il grande salto, complice un salto vero da una bici e una lunga convalescenza, riabbraccia una vecchia chitarra acustica e inizia a cimentarsi con la scrittura di brani musicali. Nel 2017 si esibisce in una tappa del Fiat Music davanti a Red Ronnie. Nel 2018 viene ammesso alla seconda fase del Tour Music Fest 2018 e si esibisce al Broken Stone Festival al contest di apertura del concerto di Ilaria Graziano e Francesco Forni. A gennaio 2019 pubblica il suo primo EP autoprodotto “SACRA NOSTALGIA” e inizia ad esibirsi nei locali della sua Regione. Nel 2019 è finalista: al GallinaRock a Frosinone, all’Aquara Music Fest di Aquara, al Distrarte Festival di Ascoli Piceno, al PromuovilatuaMusica di Genova, e vince il secondo premio al Why Not Contest di Battipaglia (SA).
Partecipa a due laboratori di scrittura e composizione con Francesco Di Bella (frontman dei 24Grana) e Dario Sansone (frontman dei Foja). Partecipa al progetto “ROMPIAMO IL SILENZIO” che ha riunito in una compilation 18 artisti campani per incentivare, dopo il lockdown, la ripartenza della musica dal vivo. Nel 2022 pubblica il suo album “RADICE” e nel 2023 pubblica, con l’etichetta Engine Records, il suo terzo progetto musicale, “MENTE CHE MENTE”.
Estate del 2014, al tramonto sulla spiaggia della Lecciona a Viareggio, nasce la prima strofa di “Maledetta Estate”, pezzo che farà da traino al primo disco “Bombay”.
Da quel momento in poi sono arrivati quattro dischi, centinaia di versi, strofe, ritornelli, slogan, melodie. I pezzi di BOMBAY sono un modo istintivo per liberarsi e per raccontare storie.
“Faccio musica perché mi piace e al meglio delle mie possibilità”: la musica di Bombay non rincorre un traguardo o una speranza.
“Faccio tutto da solo (e con gli amici), perché è divertente e appassionante”: Bombay crede nel potere salvifico del DIY
“Mi tengo alla larga dalle religioni, dai fascisti e dai razzisti, e dagli omofobi. E dalle autovetture”: la musica di Bombay è triste, tenera, onesta, ingenua. E stonata.
Bombay scrive canzoni e le canta (quasi sempre) da solo.
Nato a Napoli e cresciuto a Capua, in provincia di Caserta. A casa si ascoltava tanto i Beatles e tanta musica internazionale, oltre a Pino Daniele ed altri cantautori italiani, quelli con le belle melodie. Nel 2000 inizia a suonare con “Sir Psycho Sexy”, in seguito diventati gli “Sleeping Beauty”, che per quasi una decade auto producono i propri dischi facendo concerti in giro e fondo cassa per tale scopo. Gli Sleeping Beauty fanno tanti concerti, tantissime prove in sala, tanta ricerca, partecipando anche a festival di rilievo ed aprendo concerti a gruppi come Meganoidi, Giardini di Mirò, A Toys Orchestra ed altri. Sciolti gli Sleeping, inizia con “The Disappearing One”, altra band che suona tantissimo, auto producendo tutti i propri dischi ed aprendo concerti di gruppi come Perturbazione, The Niro (con cui poi si realizzò un duetto nell’ultimo disco), Benvegnù, Malfunk, Plan De Fuga e molti altri. Nel 2015 il primo lavoro da solista e a suo nome, ovvero GIOBBE, dal titolo “About Places”, coprodotto con la “I Make Records”, etichetta indipendente di Francesco Tedesco. Il secondo disco esce nel 2018 e si chiama “Beneath the Looming Blanket”, anche questo coprodotto con la “I Make Records”. Poi arriva la pandemia, si ferma tutto. GIOBBE stava già scrivendo le canzoni per il nuovo disco ed aveva già in mente il titolo: “Gentle Dwellings”. Con gli amici musicisti, gli stessi che poi avrebbero registrato il disco una volta usciti dai vari lockdown, si sono scambiati file a distanza, ognuno registrando le proprie idee dal sicuro delle rispettive “dimore gentili”.
GIOBBE si propone dal vivo accompagnato da Marco Normando al basso (Malmo, The Disappearing One, Danjlo), Andrea Freschi alla chitarra (The Disappearing One), Vincenzo de Lucia alla chitarra (Malmo, The Disappearing One, Danjlo) ed Andrea Gallicola alla batteria (The Disappearing One). Il live proposto sarà dunque un viaggio alternative folk rock, tra sonorità d’oltreoceano e richiami alla musica degli anni ‘90, mescolando le nuove canzoni con alcune delle più significative dei dischi precedenti.
BECA, all’anagrafe Edoardo Becattini, classe ’98, è un cantautore italiano e artista poliedrico dalle sonorità indie a cui piace guardare oltreoceano per le melodie e gli arrangiamenti sempre all’avanguardia. La “penna” invece, è decisamente tipica del contemporaneo cantautorato italiano, I suoi testi sono caratterizzati da profondità e immediatezza. Dopo il singolo “Caffè” (uscito il 7/6), in cui il mare di Beca profuma finalmente del caldo dell’estate e dei falò notturni sulla spiaggia, ha luce il suo primo album, “Conchiglie”, il compimento del viaggio in cui il cantautore viareggino si immerge, specchiando I propri stati d’animo nei riflessi cangianti della sua città. L’album, prodotto da Nicola Baronti (Venus In Furs, Tōru), esce per l’etichetta La Rue Music Records.
Avvertimenti, amore e fiori: MIMOSE è il nuovo singolo firmato da CIANO, per un percorso che sicuramente sarà molto colorato e porterà al nuovo album del cantautore pugliese.
CIANO è un colore tra il blu e il verde, uno dei tre primari nella composizione sottrattiva dei colori, anche pseudonimo di Luciano Rivizzigno.
MIMOSE è il suo nuovo singolo: un racconto in musica di un’esperienza sentimentale inebriante, con trasporto emotivo perfino eccessivo, come capita a volte di cogliere quei fiori tanto meravigliosi quanto potenzialmente velenosi. La canzone ha l’intento di raccontare la disincantata e spietata realtà, un susseguirsi di immagini colorate di un amore appassionante, veemente, energico, dolce ma non sdolcinato.
Questo brano inaugura una serie di canzoni che saranno pubblicate singolarmente e che andranno a comporre l’omonimo album, con sonorità che scavano a piene mani nel grande panorama del cantautorato anni Ottanta, raccontato da metafore ironiche e incredibilmente dirette.
Un nuovo percorso artistico per CIANO, che ne scrive i testi, ne cura le voci, i cori e il basso.
“Mimose è un mazzolin di sentimenti buoni e spontanei, prepotenti, incontrollabili e vivaci, perché l’amore è così: sentimento libero ed emozionante; ma anche un accecante senso di protezione che distorce il modo di leggere cose e persone”
Il lavoro è pubblicato con ORBITA DISCHI, arrangiato assieme al produttore artistico di FRANCESCO CAPOTI, registrato negli studi di ORBITA DISCHI e di VITTORIO NACCI. Il missaggio affidato a NANNI SURACE, le batterie eseguite da ONNY ALLEGRETTI. Il master realizzato da MICHELE VOLTINI. La comunicazione grafica è interpretata e progettata da GIUSEPPE SCIORCI.