Originario di Vimercate (MB), Odorico Del Corso è un cantautore dal tratto distintivo, capace di coniugare testi intensi a una profonda sensibilità emotiva. La sua scrittura, sempre attenta al valore della parola, emerge sin dall’esordio del 2023 con l’album “Quando chiudi gli occhi”: una raccolta di otto brani intimi e delicati.
A gennaio 2026, l’artista torna sulla scena con il singolo “Non è la verità”, che anticipa il nuovo progetto discografico “Ora che hai tutto”. Il percorso verso il nuovo lavoro si completa ad aprile con l’uscita della title track, che dà ufficialmente il nome all’album.
Propongo un live di cantautorato pop acustico, intimo e diretto, costruito su arrangiamenti essenziali che mettono al centro voce e parola. I brani raccontano storie personali e universali, con testi curati e immagini evocative. L’atmosfera è raccolta ma dinamica, capace di alternare momenti delicati a passaggi più energici. Un concerto pensato per creare connessione autentica con il pubblico, dove ogni canzone diventa un piccolo racconto condiviso
The Appetizers sono una band rock steady and early reggae nata a Milano nel 2020, formata da musicisti con differenti percorsi ma tutti accomunati dalla passione per la musica reggae e una visione comune e condivisa : ricreare quel sound caraibico e giamaicano dell’epoca d’oro del rocksteady e primo reggae con influenze del soul afroamericano, con attenzione e rispetto per le origini di quella sonorità.
Prendendo ispirazione e canalizzando lo spirito e l’esperienza di nomi iconici come Delroy Wilson, Alton Ellis, i primi Wailers, e The Upsetters, The Appetizers portano avanti lo spirito della “bass culture” con un approccio pienamente organico.
Il disco di debutto arriva nel 2020 in collaborazione con la Belga Badasonic Records (che ha pubblicato nomi come The Aggrolites, The Slackers, David Hillyard, Victor Rice ed altri ancora) contiene 10 brani inediti di cui uno strumentale re-dubbato da Vicror Rice, viene distribuito internazionalmente e viene riconosciuto tra i conoscitori del genere.
Dopo un periodo di tour in cui la band ha l’occasione di condividere il palco con nomi come The Slackers, Black Uhuru, Skip Marley e altri, nel 2024 è tempo di tornare in studio per registrare Keep Your Step, secondo album prodotto da Killer Groove Records.
Qui la band espande il suo linguaggio musicale portando insieme lo spirito delle storiche etichette giamaicane come Studio 1 e Treasure Isle con un equilibrio di influenze che vanno dalle radici della musica giamaicana a sonorità più soul e funk.
live della band si appoggiano sulla naturalezza e sincerità nell’intenzione tipica della musica caraibica delle origini e il primo intento è il coinvolgimento e la creazione di un ballo ed un canto collettivo che quasi cancelli la sottile linea tra musicisti sul palco e pubblico sotto
Nati nel 2020 sulla “West Coast” del Lago Trasimeno, i Known Physics si distinguono per una fusione potente di rock ed elettronica, tra riff di chitarra taglienti e beat moderni. La band è composta da Davide Faralli (voce), Simone Vaccaro (chitarra e cori), Francesco Pierangeli (basso, beatmaker e cori) e Luca Carloncelli (DJ e cori).
Il progetto nasce con un’identità chiara: trasformare energia e urgenza in musica, raccontando la voglia di vivere a pieno, superare i propri limiti e non lasciarsi frenare da giudizi o aspettative.
Nel 2022 pubblicano il primo singolo “Reaper”, seguito da “Dying for this” nel 2023, che supera i 50.000 stream su Spotify, ampliando l’audience della band. Nello stesso anno escono anche “Moving in the Rain” e “My Son”, mostrando un’evoluzione tra pop moderno, elettronica e attitudine rock, mantenendo sempre al centro temi come perseveranza, identità e libertà personale.
Il 2023 segna un traguardo importante con la vittoria del Tour Music Fest e il Premio Riunite, che porta alla collaborazione con il produttore Valter Sacripanti.
Nel 2024 esce “Key-P” e la band affronta un intenso Summer Tour con oltre 20 date in tutta Italia, condividendo il palco con Meganoidi, Modena City Ramblers, La Sad, Punkreas, Piotta, NoBraino, Sud Sound System, Bambole di Pezza e molti altri, affermandosi sempre di più nella scena live italiana. Nel corso degli anni, i Known Physics hanno avuto modo di portare la propria musica su numerosi palchi lungo tutta la penisola, superando le 100 esibizioni dal vivo.
A seguire pubblicano “Adrenaline” e “FOMO”, primo singolo in italiano, seguito dal remix firmato Franksorrow. Nel 2025 esce l’EP “Breaking All the Rules”, un progetto che racconta un percorso emotivo fatto di tensione, ricerca, relazioni e resilienza, spingendo ancora di più sul messaggio di non arrendersi mai e vivere senza compromessi. Nel 2026 si aggiudicano l’Harley-Davidson Music Contest.
I Known Physics portano sul palco uno show diretto e senza pause, dove chitarre taglienti ed elettronica si incastrano in un flusso continuo di energia. Il live è costruito per non far respirare: ogni pezzo spinge nel successivo, tra drop, ritornelli e momenti in cui il pubblico diventa parte dello spettacolo.
Caffè d’autore è un progetto incentrato sull’ukulele e altri strumenti, canonici e non. A dare vita al progetto, Antonio Russo (ukulele, guitarlele, synth, voce), Alfonso Carlo Di Sessa (percussioni, voce) e Francesco De Bonis (ukulele basso, voce). Con riferimenti quali Dalla, De Gregori, Battisti, Daniele e tanti altri “di una certa età”, i Caffè nascono come cover band, proponendo brani italiani in varie chiavi.
Dopo il primo anno, la band collauda uno stile acustico, arricchito dalle sonorità “ancestrali” di una pentola, una volta destinata al ragù e adesso suonata a mo’ di darbuka, e da un synth suonato con le dita dei piedi. Su questa base le sonorità rilassanti dell’ukulele si fondono con le note profonde dell’ukulele basso. Queste peculiarità spingono i tre a creare brani originali e delinearsi uno spazio di espressione tutto proprio, che oscilla tra etno, jazz e pop, e dove confluiscono ritmiche reggae, latin, funk. In quasi tre anni di esistenza, i Caffè d’autore si sono esibiti in manifestazioni, festival e club.
I nostri live non sono delle semplici performance musicali, ma una vera e propria interazione con il pubblico, raccontando storie e aneddoti per introdurre i brani che proponiamo, siano essi nostri o cover.Scherziamo tra di noi, tra un brano e l’altro, rendendo il tutto intimo, poetico e comico, cercando di abbattere ogni tipo di muro con il pubblico. Grazie alle sonorità particolari raggiunte e all’alternanza di vari stili musicali, la nostra musica è un viaggio, in cui noi viaggiamo con voi e voi con noi, utilizzando l’udito come tramite per fondere mente, anima e cuore.
Antunzmask è il nome d’arte di Antonio Russo, cantautore cilentano attivo dal 2004, noto per uno stile punk-folk e lo-fi postmoderno, spesso definito psych-folk. Autoproduce la sua musica, caratterizzata da atmosfere che variano tra psichedelia, stoner e grunge, alternando tematiche tragiche a ballate allegre.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato 4 dischi:
Zero Programmi In Questione (2012) Al Mostro (2013) Antunzmask (2017) Metamorfopsia (2022)
il quinto disco arriverà nell’ottobre 2026, anticipato dal doppio singolo “Ai Poveri Diavoli/Piove” che uscirà ad aprile 2026 prodotto dall’etichetta napoletana Prestazioni Idrauliche, prima produzione esterna della sua carriera.
Un ampia attività live sul territorio nazionale, palchi divisi con Afterhours, A toys Orchestra, Giorgio Canali, Tricarico, Ministri e collaborazioni dal vivo con Omar Pedrini, Punkreas, Management.
Nonostante questi piccoli passi da gigante Antunzmask è sempre rimasto nella sua umiltà, essendo lui produttore di se stesso con una fantomatica etichetta da lui chiamata “ATKrecords” e un’infinità di concerti organizzati senza un booking.
Antunzmask non ha mai avuto una formazione fissa, i suoi live sono sempre stati in formazione diversa, dal duo acustico, al trio world, al quartetto punk. Ma adesso è ritornato alla formula basica chitarra, armonica e voce, essendo il suo prossimo disco totalmente acustico. Il live acustico di Antunzmask fonde misticismo, psichedelia, sacro e profano, atmosfere oniriche, meditative, senza mai perdere quella piccola vena autoironica
MENURA è un duo nato dall’incontro tra la potenza ritmica della batteria e la voce evocativa della tromba, uniti dal desiderio di immergersi in un universo elettronico e sperimentale. Il progetto vede la partecipazione del trombettista e cantante Marco Indino e della batterista Marta Pozzoli.
Il nostro sound fonde l’improvvisazione jazz con i beat elettronici, creando un’esperienza musicale ibrida, potente e viscerale, con sfumature che spaziano dal trip-hop al dub.
Le nostre performance alternano momenti di intensa energia a tempi e atmosfere più ampi, sempre guidati da una costante esplorazione sonora.
Nel 2025 abbiamo fatto 25 live in tutti Italia tra locali e festival.
Durante i nostri live fin dai primi momenti si percepisce che il concerto presenta qualcosa di unico e molto particolare. È un viaggio sonoro intrigante, che cattura l’attenzione sin da subito e invita a lasciarsi trasportare tra diversi sound, si passa dall afrobeat al dub, dalla cassa dritta a orizzonti decisamente più dilatati.
La parte elettronica del set si intreccia in maniera molto naturale e mai forzata con gli strumenti acustici, rafforzati entrambi da un set di effetti piuttosto variegato.
Il risultato è un percorso che alterna momenti ballabili e travolgenti a passaggi più introspettivi e contemplativi, in cui l’ascolto diventa protagonista. È un’esperienza in continua evoluzione, per chi ama ascoltare e lasciarsi trasportare in un bel viaggio musicale, tanto che ad ogni live il pubblico è veramente variegato, da ragazzi ad adulti, da nostalgici dei vecchi “viaggioni”, a chi invece si approccia ora ai beat elettronici e in generale a questo mondo super affascinante.
miacaracarolina è il progetto musicale di Carolina Lidia Facchi, cantante, compositrice e autrice. Si forma in ambito classico tra il Conservatorio di Como e quello di Ravenna, dopo gli inizi nel Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala. Negli anni lavora in produzioni liriche e cameristiche e sviluppa una ricerca personale sulla voce come strumento espressivo e narrativo. Parallelamente scrive canzoni e porta avanti la ricerca storicomusicologica e vocale sulla voce queer, fondando il progetto La Salvavoce, dedicato alla voce in transizione di genere. Nel 2025 vince una borsa di studio come compositrice al CET – Scuola di Mogol. miacaracarolina unisce cantautorato, racconto personale e attivismo: il suo primo album Tra parentesi (2025) è un disco intimo e diretto, fatto di racconti di vita, amori, lotte quotidiane. Con lei sul palco, Cecilia Oberti, alla chitarra.
I miei live sono pieni di persone sorridenti che cantano “Miele” o “Maledetto Imbecille”. Ho una fanbase piuttosto affezionata e ne sono molto felice. Ci si commuove, si ride e si canta, insomma. Propongo diverse soluzioni per i live: me, sola al pianoforte, oppure in duo con chitarra, in trio con chitarra e violoncello o a band completa con anche il percussionista.
I Social Six sono una band alternative rock dalla città di Ferrara, attiva da settembre 2024. I quattro componenti del gruppo sono Manuel Zappaterra (batteria), Lorenzo Leccioli (chitarra), Elia Franchini (chitarra e voce) e Olivia Santimone (basso e voce).
Il loro repertorio di brani originali in italiano affonda le proprie radici nel rock anni ’90 e nell’alternative anni 2000, esplorando, nelle varie tracce, diverse influenze, dal punk al progressive rock a sfumature dell’hard rock classico; la band cerca sempre di mantenersi aperta al gioco e alla contaminazione con i diversi generi. Il gruppo collabora spesso con band locali e di altre città, cercando di mantenere un ritmo serrato nella proposta di concerti.
Durante l’anno precedente, la band ha avuto l’occasione e il piacere di partecipare a diversi eventi dal vivo, tra festival (Garfagnana in rock in toscana e Ponrlab di ponte Ospedaletto in Romagna; vincendo in quest’ultimo contest un premio in denaro, arrivando secondi su dieci band) e concerti (tra Ferrara e Bologna), con una piccola apparizione su Delta Radio nel programma Jam Session di Alessio Trapella (con il quale la band ha poi stretto amicizia).
Manicburg è un progetto nato a Manhattan, alle pendici del fiume Hudson, da Luigi Porto e Raymond J. Lustig. La band sviluppa una scrittura personale, misteriosa e rituale, ispirata alle architetture art deco dell’isola, che unisce tensione post-punk, grande presenza melodica e un approccio performativo di grande impatto.
Si sono esibiti in diversi spazi della scena newyorkese, tra cui Gold Sounds, Bowery Electric, toccando in seguito tutto il nord-est USA fino a Boston. Scelgono di sperimentare molto anche sull’aspetto video: a volte accompagnano l’uscita di un singolo radiofonico con un video live, ma nei loro videoclip ha trovato spazio anche l’animazione 2D e lo stop-motion in 16 mm.
Coerentemente con questo loro ostinarsi a vivere nel secolo scorso, la loro musica è trasmessa da radio indipendenti e college radio negli Stati Uniti e in Europa (Boston College radio, Fordham university, ma anche in Italia Radio Rock e Radio Città Aperta). Il loro album di debutto, uscito a fine 2024 per Respirano Records e registrato agli storici studios Hit Factory di New York, presenta influenze che spaziano dal post-punk alla psichedelia dreampop, coaugulate in una miscela unica.
Ray Lustig and Luigi Porto, sono due musicisti dalle lunghe carriere internazionali. La musica di Lustig é stata definita dal New York Times “bellissima, surreale, estatica” e dal Washington Post “inquietante prescienza” mentre il lavoro di Porto è “astratto, ipnotico, totalmente unico” secondo Angelo Badalamenti (che ha lavorato con Porto in un paio di occasioni) e “atmosfere incredibilmente taglienti” per Stuart Maconie (BBC). Entrambi si sono esibiti in venues prestigiose, tra cui Carnegie Hall, e con Manicburg, affiancati da Varo Barahona alla batteria Rob Salmon alla chitarra e Daniel Espinoza al basso, tornano a calcare i palchi rock.
“I live dei Manicburg richiamano antichi e oscuri rituali pubblici..” (Echoes and Dust)
Dal vivo i Manicburg hanno diverse forme: da quella full-band, con un impatto rock che alterna momenti di fuzz ad episodi surreali e ipnotici, con Lustig nei panni di un “public lecturer” dell’America dell’Ottocento, a quella totalmente unplugged, dove le chitarre e il basso sono acustiche, il cajon prende il posto della batteria e la fisarmonica sostituisce l’organo: fino alle versioni duo, con Lustig e Porto che possono eseguire l’intero repertorio con chitarra acustica e fisarmonica, chitarra elettrica, kick pedal e organo, e nell’affascinante forma, adatta a gallerie d’arte e spazi culturali, pianoforte e chitarra elettrica. Le voci, alternandosi tra riverberi e filtri, sono spesso in armonia. Anche in versione duo, i Manicburg dal vivo sono “larger than life” e possono includere delle retroproiezioni per coadiuvare l’atmosfera.
Nasco a Brescia, nel 1994. Mi appassiono alla musica e al canto fin da bambina e comincio a dilettarmi nelle prime esibizioni da adolescente. Inizio a studiare canto a 12 anni e continuo a formarmi per i sedici anni successivi prediligendo l’ambiente rock e alternative. A 15 anni scopro il pianoforte e inizio a scrivere le prime canzoni. Crescendo mi appassiono al mondo progressive senza perdere interesse per il cantautorato, in modo particolare per la scena femminile folk-rock degli anni ’90. Partecipo nel 2022 al contest nazionale Area Sanremo, classificandomi tra i finalisti. Mi dedico poi alla creazione del mio primo album. “Gold and Mess” viene pubblicato nel 2024 per l’etichetta indipendente VREC. Tra 2024 e 2025 mi dedico alla promozione del lavoro esibendomi in diversi contesti nel Centro e Nord Italia. Significative le date in apertura agli O.R.K, band in cui milita anche Colin Edwin, ex bassista dei Porcupine Tree, che ha preso parte a uno dei miei brani, Ophelia. Ho poi partecipato a diverse rassegne in cui mi sono esibita in apertura ad Alteria, nel corso della promozione del suo ultimo lavoro.
Ho scelto di proporre i miei brani sia con formazione full-band che con arrangiamenti più intimi e acustici. Con la band al completo (5 elementi) ho la possibilità di portare gli arrangiamenti originali presenti sul disco e dare più spazio all’anima rock e progressive del lavoro. In acustico (mi esibisco in trio con due chitarristi o in duo con una singola chitarra) ho invece la possibilità di far vivere maggiormente l’anima folk e cantautorale del progetto, adattando lo spettacolo a contesti più intimi. Non manca mai qualche cover, mi piace infatti accompagnare il mio lavoro con brani di artisti che mi hanno ispirata: Elisa, Kate Bush, Tori Amos, Porcupine Tree, Jeff Buckley, Led Zeppelin prendono spesso parte ai live, sia con la band che con le formazioni acustiche.