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ERIKA GIANNUSA

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Erika Giannusa è una pianista, cantante, compositrice palermitana, classe 93′. Diplomata in pianoforte classico al Conservatorio di Palermo nel 2015, con il massimo dei voti e la lode. Ha iniziato a prendere lezioni di canto lirico privatamente, a partire dall’anno 2008. Studia il canto leggero attraverso il corso dell’insegnante Cheryl Porter.

Si è trasferita ad Udine nel 2015, appena terminati gli studi pianistici; laureandosi nel 2018, in composizione classica – laurea di I° livello, al Conservatorio di Udine E’ stata aiuto scientifico universitario presso l’Università Paedagogische Hochschule – Institut fuer Musik di Friburgo in Brisgovia (Germania), corripetitore di pianoforte complementare, presso il Conservatorio di Udine e pianista accompagnatrice per il musical e la danza presso il JAM Music Lab di Vienna. Inoltre ha insegnato pianoforte presso il Liceo Musicale di Udine ed è stata pianista accompagnatrice alla danza presso il liceo coreutico della stessa città. Dal 2018 si dedica anche all’attività di cantautrice, esordendo con due sue canzoni inedite “La libertà” e “Donna fantasma” presso il Teatro Palamostre di Udine.

In seguito continua il percorso cantautorale con l’etichetta Ghiro records, poi come indipendente collaborando con diversi studi di produzione. Come pianista classica ho vinto svariati premi in concorsi nazionali ed internazionali, come cantante leggera sono stata selezionata arrivando alle semifinali di numerosi concorsi canori a livello nazionale e internazionale (Una voce per L’Europa, Sanremo New Talent, Play Music Stop Violence etc.)

Come sono i live di Erika Giannusa

1) Divertissement: live che spazia dalla musica classica, al canto lirico, alla musica leggera, alle mie canzoni. Il tutto piano e voce. 2) Duo Blues/Jazz con pianista ed io alla voce, 3) Recital di pianoforte solo classico con diversi programmi 4) Solo piano e voce mie canzoni (in italiano e dialetto siciliano) oppure con base.





FARAWAY MONALISA

FARAWAY MONALISA



Nato a Maggio in Sicilia
Morto in data da destinarsi, preferibilmente vicino al mare.

Faraway Monalisa è il nuovo progetto dell’artista Alessandro Orlando. Dopo il suo lungo coinvolgimento nella scena indie-rock italiana desiderava un rifugio creativo dove le soglie delle sue composizioni e dei suoni precedenti potessero essere oltrepassate. “Quando inizio a comporre non so mai dove sono diretto”.
Compone uno stile giocoso e non convenzionale che fonde lo spirito onirico e surreale della musica elettronica con un’essenza grezza e tribale della natura. Ha una visione olistica dell’arte, che include il suo interesse per il teatro, la psicologia, la mitologia, l’intangibile, l’erotismo e i sogni.






ILSOGNODIPROMETEO

ILSOGNODIPROMETEO
ILSOGNODIPROMETEO



Una canzone per confortarsi, ma anche per dire ANCHE NO: ALESSANDRO ORLANDO, alias artistico del cantautore ILSOGNODIPROMETEO, parla alle nostre debolezze e pubblica un nuovo singolo di forte impatto, anche perché associato a un video bello e straniante.

“Era un periodo particolare – racconta ILSOGNODIPROMETEO – di una certa “stanchezza” a livello artistico e umano, eravamo appena andati da un produttore che aveva detto che le mie canzoni gli piacevano molto ma non sapeva come piazzarle, io cercavo di capire cosa mancasse, quale fosse l’ingranaggio che in un certo senso non funzionava. E in quel momento volevo solo qualcuno che diceva “va bene già così, va bene quello che sei, e va bene dove sei”, e credo che la canzone fosse un modo per dirmelo.

Più spesso di quanto si pensi tutto questo cercare di migliorarsi, di aggiungere qualcosa, di essere più motivati, in fondo ci rende solo più infelici e può illuderci allontanandoci da ciò che siamo. E forse è simile a quello che succede quando presentiamo la nostra persona alla società cercando di fare una buona impressione rispondendoci ai nostri “come va?”

La canzone non vuole essere un giudizio “alla società”, tutti a volte ci impicchiamo da soli in conversazioni che non vogliamo portare avanti, o magari che vorremmo poter portare avanti in modo più genuino, senza tutte quei riempimenti di parole dette per riempire il silenzio, con domande di cui non ci interessa la risposta e risposte pronte da tirare fuori come una sigaretta per riempire un momento o un silenzio. Il punto quindi è che va bene comunque. Va bene ma anche no, ma va bene.

Risposte e non risposte che trovano la giusta collocazione nel clip del brano, girato da ANDREA DRAGONI.

“Volevamo sottolineare l’idea di incomunicabilità e della comunicazione che sta lì solo per riempire o, peggio ancora, per coprire cose mosse e tempeste sotterranee che abitano tutti quanti.

Immaginavo un video in cui la gente cantasse le parole della canzone mentre si parlava, come una confessione tra le righe. Io avevo una certa idea all’inizio che poi si è evoluta e si è trasformata grazie al contributo e alle conversazioni fatte con Andrea, il regista. È stato bello far venire fuori man mano il soggetto da quelle conversazioni.

Concepiamo “gli altri” come un’entità a volte troppo piatta, perché in fondo è così che ci presentiamo in società, limando i nostri spigoli aspri e le nostre stortezze, ma dietro il velo abbiamo più dolori in comune di quanto lasciamo trasparire, ci unirebbe di più mostrarli, sarebbe più facile riconoscersi. D’altronde un dolore comune unisce più di una gioia comune: sappiamo gioire davanti a tutti, ma nel dolore ci nascondiamo”.

Le gioie e i dolori confluiscono in un brano dolce e amaro, che ci dice che in fondo non siamo così sbagliati come pensiamo di essere, a volte.

“Avevo bisogno di una canzone che mi confortasse, che mi cullasse gli miei errori e le brutture, e mi dicesse che in fondo va bene così. E in fondo va bene anche questo non andarsi bene”